Partecipando a mercatini dell’artigianato, dell’hobbistica, dell’antiquariato o a manifestazioni locali, può capitare che l’organizzatore richieda agli espositori non soltanto una quota per il posteggio, ma anche l’iscrizione alla Pro Loco o all’associazione che gestisce l’evento.
La richiesta viene spesso presentata come una semplice formalità: si paga una piccola somma, si riceve una tessera e si può montare il proprio banco. In realtà, se si tratta di una vera tessera associativa, non siamo davanti a un normale biglietto d’ingresso. L’espositore potrebbe diventare a tutti gli effetti socio dell’associazione, assumendo diritti, obblighi e responsabilità regolati dallo statuto.
È quindi importante distinguere tre elementi diversi:
- il titolo amministrativo necessario per vendere;
- la quota di partecipazione al mercatino;
- la quota associativa richiesta per diventare socio dell’organizzatore.
Tessera da hobbista e tessera associativa non sono la stessa cosa
Il primo equivoco da evitare riguarda il significato della parola “tessera”.
Il tesserino da hobbista o da operatore non professionista, quando previsto dalla normativa regionale, è un documento amministrativo. Serve a dimostrare che il soggetto possiede i requisiti richiesti per partecipare a determinate manifestazioni.
La tessera associativa, invece, dimostra l’adesione volontaria a un’associazione o a una Pro Loco. Non sostituisce:
- tesserino amministrativo;
- partita IVA;
- autorizzazione commerciale;
- concessione del posteggio;
- requisiti sanitari o professionali;
- altri documenti eventualmente richiesti dal Comune.
In Toscana, per esempio, i mercatini dei non professionisti sono disciplinati dal Codice regionale del commercio. I partecipanti devono possedere il tesserino di riconoscimento e rispettare i requisiti, i limiti merceologici e il numero massimo di partecipazioni previsti dalla normativa. La legge regionale non va confusa con il tesseramento presso l’associazione organizzatrice.
La tessera pubblica abilita il non professionista nei limiti stabiliti dalla legge; quella associativa regola invece il rapporto privato tra il socio e l’associazione.
La tessera associativa è sempre obbligatoria?
Non esiste una regola nazionale generale che imponga a ogni espositore di diventare socio della Pro Loco o dell’associazione che organizza il mercatino.
Il tesseramento può essere richiesto perché:
- lo prevede lo statuto o il regolamento dell’organizzatore;
- la manifestazione viene riservata ai soci;
- esiste una convenzione assicurativa collegata alle tessere;
- l’associazione vuole creare un elenco stabile degli espositori;
- la tessera consente di applicare una disciplina associativa comune;
- l’organizzatore intende finanziare le proprie attività attraverso le quote;
- una convenzione con un ente pubblico richiede specifiche garanzie, anche se non necessariamente l’iscrizione associativa.
Si tratta però di motivazioni differenti. Se l’organizzatore dichiara che il tesseramento è imposto dal Comune, dalla Regione o dall’assicurazione, l’espositore può legittimamente chiedere quale norma, convenzione o clausola contrattuale lo preveda.
Molto spesso il Comune impone che gli espositori siano identificati e assicurati, ma è l’associazione a scegliere il tesseramento come sistema per adempiere a tali condizioni. In questo caso non siamo davanti a un obbligo generale di legge, bensì a una scelta organizzativa.
Perché un’associazione può preferire espositori tesserati
Copertura assicurativa
Una delle spiegazioni più frequenti è quella assicurativa.
Una Pro Loco può disporre di una polizza convenzionata che copre:
- associazione;
- amministratori;
- volontari;
- soci impegnati nelle attività;
- responsabilità civile verso terzi;
- determinati infortuni avvenuti durante le manifestazioni.
Inserire gli espositori tra i soci potrebbe permettere di ricondurli alla polizza collettiva, evitando una copertura separata per ogni evento.
La tessera, tuttavia, non garantisce automaticamente l’assicurazione. È necessario verificare:
- chi è indicato come assicurato;
- se sono compresi i soci espositori;
- se la vendita e l’allestimento del banco sono attività coperte;
- se sono compresi montaggio e smontaggio del gazebo;
- massimale;
- franchigia;
- esclusioni;
- validità territoriale e temporale.
Una polizza che tutela i volontari non copre necessariamente un socio mentre vende i propri prodotti per interesse personale.
Per gli Enti del Terzo settore l’assicurazione obbligatoria prevista dall’articolo 18 del Codice del Terzo settore riguarda i volontari: copre infortuni, malattie connesse all’attività e responsabilità civile verso terzi. Un espositore non diventa automaticamente volontario soltanto perché riceve una tessera.
Maggiore controllo organizzativo
Il socio è tenuto a rispettare:
- statuto;
- regolamenti interni;
- deliberazioni degli organi associativi;
- eventuali procedure disciplinari;
- regole della manifestazione.
Per l’organizzatore può essere più semplice gestire contestazioni, comportamenti scorretti o violazioni attraverso l’ordinamento associativo.
Lo stesso risultato potrebbe comunque essere ottenuto mediante un regolamento del mercatino sottoscritto da espositori esterni. Il tesseramento non è quindi l’unico strumento disponibile.
Semplificazione amministrativa
Con un archivio annuale dei soci-espositori, l’associazione può raccogliere una volta sola:
- dati anagrafici;
- codice fiscale;
- contatti;
- partita IVA o tesserino;
- categorie merceologiche;
- dichiarazioni relative alle attrezzature;
- accettazione delle regole;
- informazioni necessarie per l’assicurazione.
La tessera può quindi ridurre il lavoro nelle successive manifestazioni. Rimane comunque necessario controllare che autorizzazioni e requisiti siano ancora validi.
Finanziamento dell’associazione
Le quote associative costituiscono una fonte di finanziamento dell’ente. Tesserare un numero elevato di espositori permette di raccogliere risorse utilizzabili per:
- assicurazione;
- promozione;
- segreteria;
- materiali;
- iniziative sul territorio;
- attività istituzionali;
- costi generali dell’associazione.
La quota deve però essere una vera quota associativa, collegata a un rapporto effettivo tra socio ed ente.
Trasformare automaticamente ogni cliente in socio esclusivamente per incassare una somma qualificata come “quota associativa” può sollevare questioni statutarie, contabili e fiscali. La sostanza del rapporto conta più del nome attribuito al pagamento.
Aumento della base associativa
Un maggior numero di soci può aumentare la rappresentatività della Pro Loco e risultare utile nei rapporti con:
- enti locali;
- reti nazionali;
- soggetti finanziatori;
- bandi;
- richieste di patrocinio;
- convenzioni;
- organismi territoriali.
Anche questa finalità è legittima se l’adesione è autentica. Diventa problematica quando gli espositori vengono considerati soci soltanto al momento del pagamento, ma poi esclusi completamente dalla vita democratica dell’associazione.
Quota associativa e quota del mercatino: possono essere richieste entrambe?
Sì. La richiesta di due pagamenti distinti può essere regolare perché le somme hanno funzioni diverse.
La quota associativa serve per acquisire o mantenere la qualità di socio.
La quota di partecipazione serve invece per ottenere il posteggio e i servizi relativi a uno specifico evento. Può comprendere:
- occupazione del suolo;
- elettricità;
- pulizia;
- pubblicità;
- vigilanza;
- servizi igienici;
- allestimento;
- transenne;
- costi amministrativi;
- assicurazione della manifestazione.
La tessera annuale non attribuisce necessariamente il diritto di partecipare gratuitamente a tutti i mercatini. Al contrario, l’associazione può prevedere una tariffa per ogni manifestazione.
L’organizzatore dovrebbe però chiarire:
- importo della quota associativa;
- durata della tessera;
- quota richiesta per il singolo evento;
- servizi compresi;
- condizioni di rinuncia;
- rimborsi in caso di annullamento;
- documento rilasciato per ciascun pagamento.
Non dovrebbe essere necessario pagare nuovamente la medesima quota associativa per ogni mercatino, se la tessera è dichiarata annuale ed è ancora valida.
Diventare socio non significa semplicemente acquistare un posteggio
Questo è l’aspetto più importante.
La partecipazione a un mercatino è un rapporto legato a un determinato servizio: l’organizzatore mette a disposizione uno spazio e l’espositore paga la quota concordata.
L’adesione associativa è invece un rapporto continuativo disciplinato dallo statuto. Il socio entra a far parte dell’organizzazione e può incidere, almeno potenzialmente, sulle sue decisioni.
Prima di firmare, bisogna quindi verificare:
- durata dell’iscrizione;
- modalità di ammissione;
- categoria attribuita;
- diritti di voto;
- obblighi;
- modalità di recesso;
- cause di esclusione;
- eventuale rinnovo automatico;
- esistenza di obblighi di volontariato;
- eventuali clausole di non concorrenza.
La normativa fiscale sugli enti associativi valorizza l’effettività del rapporto, il principio del voto singolo, la partecipazione democratica e l’esclusione della temporaneità meramente artificiosa della vita associativa. La tessera non dovrebbe essere una finzione utilizzata solamente per vendere un servizio.
Quali diritti può acquisire il socio
I diritti precisi dipendono dallo statuto, dalla forma dell’associazione e dall’eventuale iscrizione al Registro unico nazionale del Terzo settore.
Generalmente il socio maggiorenne può avere diritto:
- a partecipare all’assemblea;
- a esprimere un voto;
- a eleggere gli organi direttivi;
- a candidarsi alle cariche;
- a votare modifiche dello statuto e dei regolamenti;
- a partecipare all’approvazione del bilancio;
- a conoscere le attività dell’associazione;
- a consultare libri sociali, verbali e rendiconti nei limiti previsti;
- a ricevere le convocazioni;
- a usufruire delle attività e delle agevolazioni riservate ai soci;
- a recedere secondo statuto e legge;
- a contestare un’esclusione illegittima.
Essere socio non comporta invece automaticamente:
- diritto a un posteggio;
- partecipazione gratuita a tutti gli eventi;
- priorità nelle graduatorie;
- disponibilità di energia elettrica;
- diritto a una specifica metratura;
- copertura assicurativa personale;
- rimborso della quota in caso di mancata partecipazione.
Questi aspetti devono risultare dal regolamento della manifestazione o da una specifica deliberazione.
Quali obblighi può assumere il socio-espositore
L’adesione può comportare l’obbligo di:
- pagare la quota annuale;
- rispettare lo statuto;
- osservare i regolamenti;
- rispettare le deliberazioni associative;
- mantenere un comportamento compatibile con le finalità dell’ente;
- non danneggiare l’associazione;
- rispettare eventuali clausole disciplinari;
- comunicare il recesso nelle forme previste;
- rispondere personalmente dei danni causati con il proprio banco o le proprie attrezzature.
Alcuni statuti contengono clausole particolarmente ampie, come il divieto di operare in concorrenza con l’associazione. Prima di aderire è opportuno verificare se queste disposizioni possano incidere sulla partecipazione ad altri mercatini o sulla collaborazione con organizzatori diversi.
L’associazione non dovrebbe inoltre confondere la vendita effettuata dall’espositore con l’attività di volontariato. Il volontario mette liberamente e gratuitamente il proprio tempo a disposizione dell’ente; l’espositore che vende i propri prodotti svolge un’attività differente.
Quali obblighi assume l’associazione
Quando accetta una persona come socio, l’associazione non acquisisce soltanto il diritto di incassare la quota. Deve rispettare il rapporto associativo previsto dallo statuto.
In particolare dovrebbe:
- seguire la procedura prevista per l’ammissione;
- iscrivere il nuovo aderente nel libro soci;
- riconoscergli i diritti della categoria assegnata;
- convocarlo alle assemblee;
- consentirgli di votare quando previsto;
- applicare criteri uniformi;
- fornire informazioni sulle attività;
- tenere una gestione contabile corretta;
- utilizzare le risorse per le finalità istituzionali;
- non distribuire utili ai soci;
- motivare eventuali provvedimenti di esclusione;
- rispettare le regole sul trattamento dei dati personali.
Se una persona viene definita socio, paga la relativa quota ma non viene mai iscritta, convocata o ammessa alla vita associativa, è opportuno chiedere chiarimenti.
La tessera limita la responsabilità dell’organizzatore?
No. Tesserare gli espositori non libera automaticamente l’organizzatore dalle proprie responsabilità.
L’associazione può continuare a rispondere, secondo le circostanze, di:
- errori organizzativi;
- strutture comuni non sicure;
- impianti messi a disposizione;
- carente delimitazione degli spazi;
- inosservanza delle prescrizioni comunali;
- difetti delle attrezzature fornite;
- inadeguata gestione delle emergenze;
- mancato rispetto della concessione;
- danni riconducibili alla propria condotta.
L’espositore resta responsabile delle proprie merci, attrezzature e azioni. Se, per esempio, monta male un gazebo che cade su un visitatore, potrebbe essere chiamato a rispondere direttamente.
In alcuni casi possono essere coinvolti contemporaneamente espositore, organizzatore, proprietario dell’area e altri soggetti. La tessera non stabilisce da sola chi debba risarcire il danno: occorre valutare condotta, obblighi, regolamenti e coperture assicurative.
Anche una dichiarazione secondo cui “l’organizzazione non risponde di alcun danno” non elimina necessariamente la responsabilità dell’associazione per propria negligenza o violazione degli obblighi organizzativi.
Cosa controllare prima di tesserarsi
Prima di pagare, è consigliabile chiedere:
- se si tratta realmente di una tessera associativa;
- copia dello statuto;
- regolamento del mercatino;
- durata dell’iscrizione;
- categoria di socio attribuita;
- procedura di ammissione;
- importo distinto della quota associativa;
- importo distinto della quota-evento;
- condizioni di annullamento e rimborso;
- modalità di recesso;
- diritti di voto e partecipazione;
- eventuali obblighi di volontariato;
- estremi della polizza assicurativa;
- garanzie, massimali, franchigie ed esclusioni;
- eventuale convenzione con il Comune;
- ricevuta relativa a ciascun pagamento.
Occorre prestare particolare attenzione quando:
- non viene consegnato o mostrato lo statuto;
- la tessera è presentata come obbligo di legge senza indicare la norma;
- l’associazione non distingue quota sociale e quota del posteggio;
- non viene rilasciata ricevuta;
- non viene spiegato se l’espositore sia assicurato;
- il socio non può votare né partecipare alle assemblee;
- la tessera viene rinnovata automaticamente senza informazione;
- viene imposto volontariato non chiaramente accettato;
- l’esclusione può essere decisa senza motivazione;
- il pagamento viene richiesto soltanto in contanti e senza documentazione.
Recesso, esclusione e restituzione della quota
Il recesso e l’esclusione dipendono dalla forma dell’associazione e dallo statuto applicabile.
In linea generale, la quota associativa non rappresenta un deposito e normalmente non viene restituita quando il socio recede o viene escluso. Il Codice civile prevede che gli associati cessati non possano chiedere la restituzione dei contributi versati né vantare diritti sul patrimonio associativo.
Diverso è il pagamento per il singolo mercatino. Se la manifestazione viene annullata, il diritto al rimborso dipende dal regolamento, dalla causa dell’annullamento, dai costi eventualmente già sostenuti e dalle condizioni accettate.
È quindi opportuno che il regolamento distingua chiaramente:
- quota associativa non rimborsabile;
- quota di partecipazione;
- termine per rinunciare;
- percentuali di rimborso;
- annullamento per maltempo;
- annullamento imputabile all’organizzatore;
- rinvio a una nuova data.
Conclusione
La richiesta di una tessera associativa per partecipare a un mercatino non è necessariamente anomala. Può rispondere a esigenze assicurative, amministrative, economiche e organizzative reali.
Non deve però essere considerata automaticamente una formalità equivalente alla quota del posteggio.
Diventare socio significa entrare in un’organizzazione, accettarne statuto e regolamenti, acquisire diritti democratici e assumere determinati obblighi. Prima di pagare è quindi necessario comprendere la natura della tessera, verificare le coperture promesse e distinguere con precisione il rapporto associativo dalla partecipazione commerciale alla manifestazione.
Un’organizzazione trasparente dovrebbe essere in grado di spiegare chiaramente:
- perché richiede il tesseramento;
- quali diritti attribuisce;
- quali obblighi comporta;
- quale assicurazione viene offerta;
- perché viene richiesta un’ulteriore quota per il mercatino;
- quali regole si applicano agli eventi successivi.
La tessera può costare pochi euro, ma il rapporto giuridico che crea merita di essere letto con attenzione.
Fonti e approfondimenti
- Codice del Terzo settore – Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
- Svolgimento del volontariato e assicurazione – Ministero del Lavoro
- Articolo 148 del TUIR – Normattiva
- Codice del commercio della Regione Toscana – L.R. 62/2018
- Disciplina toscana dei mercatini dei non professionisti – L.R. 30/2021
- Adempimenti contabili di Pro Loco e associazioni – Agenzia delle Entrate
Questo articolo ha finalità informativa e non sostituisce l’esame dello statuto, del regolamento della manifestazione, della polizza assicurativa e degli atti comunali applicabili al singolo evento.

