La carta autoprodotta e i derivati si possono produrre e vendere come hobbista, ma non significa “senza regole”. Dipende soprattutto da uso previsto del prodotto, materiali usati e destinatario finale.
1. Carta decorativa, biglietti, quaderni, segnalibri, stampe
Per prodotti come:
- fogli di carta artigianale decorativa;
- biglietti d’auguri;
- quaderni;
- segnalibri;
- partecipazioni;
- etichette decorative;
- piccoli oggetti in carta non destinati a bambini piccoli o alimenti;
non esiste una normativa “speciale” solo per la carta fatta a mano, ma valgono le regole generali sulla sicurezza dei prodotti di consumo.
Dal 13 dicembre 2024 si applica il Regolamento UE 2023/988 sulla sicurezza generale dei prodotti. Il MIMIT chiarisce che si applica ai prodotti di consumo immessi sul mercato europeo, anche venduti online, e che chi fabbrica e vende con il proprio nome è considerato “fabbricante”.
In pratica, anche da hobbista dovresti indicare almeno:
Nome del produttore/venditore
Contatto email o sito
Descrizione del prodotto
Materiali principali usati, ad esempio: carta riciclata, fibre vegetali, fiori secchi, pigmenti, colla vinilica, ecc.
Avvertenze, se utili: “non ingerire”, “tenere lontano da fonti di calore”, “non adatto a bambini sotto i 3 anni se contiene piccole parti”, “uso decorativo”.
Non serve una marcatura CE per un normale foglio, biglietto o quaderno, salvo che il prodotto rientri in categorie particolari, ad esempio giocattoli.
2. Se la carta è destinata al contatto alimentare
Qui cambia tutto.
Se produci carta, cartoncini, fascette, sacchettini, sottotorta, confezioni, etichette o packaging destinati a stare a contatto diretto con alimenti, entri nel mondo dei MOCA, cioè materiali e oggetti a contatto con alimenti.
La normativa MOCA comprende anche carta e cartone; il quadro generale europeo è il Regolamento CE 1935/2004, mentre in Italia il DM 21 marzo 1973 disciplina anche carta e cartone per contatto alimentare.
Inoltre, gli operatori economici che producono o trasformano MOCA devono comunicare l’attività all’autorità sanitaria territorialmente competente, secondo il D.Lgs. 29/2017.
Quindi, da hobbista, sconsiglierei di vendere carta autoprodotta come adatta al contatto alimentare, salvo percorso tecnico serio con materie prime idonee, dichiarazioni di conformità, tracciabilità e verifiche. Attenzione soprattutto alla carta riciclata: l’ISS segnala criticità specifiche per carta e cartone riciclati a contatto alimentare, per possibili contaminanti provenienti da inchiostri, adesivi e residui chimici.
Formula prudente in etichetta:
Prodotto decorativo. Non idoneo al contatto diretto con alimenti.
3. Se usi colle, vernici, pigmenti, profumi, resine o trattamenti
Se la carta è solo decorativa, puoi usare materiali comuni, ma devi comunque ragionare sulla sicurezza.
Attenzione a:
- colle;
- vernici protettive;
- fissativi spray;
- inchiostri;
- pigmenti;
- resine;
- essenze profumate;
- glitter;
- polveri metalliche;
- antimuffa o conservanti.
Se vendi una miscela chimica o un prodotto che rilascia sostanze, possono entrare obblighi CLP. L’ECHA spiega che sostanze e miscele pericolose devono essere classificate, etichettate e imballate secondo il Regolamento CLP prima dell’immissione sul mercato; i fornitori devono comunicare i pericoli anche ai consumatori.
Per la semplice carta finita, di solito non devi creare un’etichetta CLP come per un flacone di vernice, ma devi evitare materiali pericolosi o non adatti all’uso previsto. Conserva sempre le schede tecniche/SDS dei materiali che usi, specialmente colle, colori e vernici.
4. Se vendi prodotti per bambini
Se realizzi:
- kit creativi per bambini;
- carta da colorare per bambini;
- decorazioni gioco;
- oggetti che possono sembrare giocattoli;
- libretti tattili o attività manuali per bambini;
potresti entrare nella normativa sui giocattoli, con requisiti molto più rigidi, marcatura CE, valutazione di sicurezza, limiti su sostanze chimiche, piccole parti, infiammabilità, ecc.
Per un hobbista è meglio evitare diciture tipo:
per bambini
gioco creativo
toy
adatto ai più piccoli
Meglio usare:
prodotto decorativo / cartoleria artigianale, non è un giocattolo.
5. Se usi carta riciclata
La carta riciclata va benissimo per uso decorativo, ma devi fare attenzione a cosa ricicli.
Meglio usare:
- carta bianca o non patinata;
- ritagli puliti;
- carta senza plastificazioni;
- carta non contaminata;
- fiori e fibre ben essiccati.
Meglio evitare:
- scontrini termici;
- carta oleata o alimentare già usata;
- carta sporca;
- cartoni da imballo contaminati;
- giornali molto inchiostrati se il prodotto sarà manipolato spesso;
- materiali con muffa o odori forti.
6. Etichetta minima consigliata
Per vendere in mercatino, io farei una piccola etichetta così:
Carta artigianale autoprodotta
Realizzata a mano con carta riciclata/fibre vegetali/fiori secchi.
Uso decorativo e cartoleria.
Non idonea al contatto diretto con alimenti.
Non è un giocattolo.
Tenere lontano da fiamme e fonti di calore.
Prodotto da: Nome Cognome / Hobbistando Handmade
Contatto: email / sito
Lotto o data produzione: mese/anno
Il lotto non è sempre obbligatorio per un prodotto semplice, ma è molto utile: se un materiale crea problemi, sai quali pezzi erano stati prodotti nello stesso periodo.
7. Conclusione pratica
Sì, un hobbista può vendere carta autoprodotta e derivati, soprattutto come cartoleria, decorazione, biglietti, quaderni, segnalibri, partecipazioni e packaging decorativo.
Deve però evitare di dichiararla adatta a:
- alimenti;
- bambini/giocattoli;
- cosmetici;
- usi sanitari;
- usi tecnici o certificati;
a meno di rispettare normative specifiche.
La strada più sicura per un hobbista è venderla come:
carta artigianale decorativa, non alimentare, non giocattolo, realizzata in piccola produzione manuale.
FONTI E APPROFONDIMENTI

